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mercoledì, 20 agosto 2008
2562 - Aerial - 7
Afterhours - I Milanesi Ammazzano Il Sabato - 5,5
Ayreon - 1011001 (2CD) - 5,5
Baustelle - Amen - 6
Berzerker - Blood Of The Warriors - 4,5
Counting Crows - Saturday Nights & Sunday Mornings - 5,5
Cryptopsy - The Unspoken King - 5
Disturbed - Indestructible - 6
Explosions In The Sky - How Strange, Innocence - 7
Explosions In The Sky - Those Who Tell The Truth Shall Die / Those Who Tell The Truth Shall Live Forever - 7
Explosions In The Sky - The Earth is Not a Cold Dead Place - 6
Explosions In The Sky - All Of A Sudden I Miss Everyone - 7
Explosions In The Sky - All Of A Sudden I Miss Everyone - 7
Genghis Tron - Board Up The House - 6,5
Harvey Milk - Life… The Best Game In Town - 7
HiM - 1110 - 7
Hot Chip - Made In The Dark - 6,5
Ill Nino - One Nation Underground - 5
Ill Nino - Enigma - 4
Judas Priest - Nostradamus - 6,5
Keep Of Kalessin - Kolossus - 5,5
King's X - XV - 4
KTL - KTL - 7
KTL - 2 - 6
Le Luci Della Centrale Elettrica - Canzoni Da Spiaggia Deturpata - 7
Liars - Drum's Not Dead - 7
Melvins - Senile Animal - 6
Melvins - Nude With Boots - 6
Moonspell - Night Eternal - 6
Motorhead - Bomber - 7
Motorhead - No Sleep 'Till Hammersmith - 7
Motorhead - Iron Fist - 6
Motorhead - Another Perfect Day - 5
Motorhead - Orgasmatron - 7,5
Motorhead - Rock'n'Roll - 6
Motorhead - Bastards - 5,5
Motorhead - Sacrifice - 5,5
Motorhead - Overnight Sensation - 5
Motorhead - Snake Bite Love - 5
Motorhead - We Are Motorhead - 5
Motorhead - Hammered - 5
National - The National - 7
National - Sad Songs For Dirty Lovers - 7,5
National - Alligator - 6,5
National - Boxer - 7
Neronoia - Il Rumore Delle Cose - 7
Nick Cave & The Bad Seeds - Dig Lazarus Dig - 6
No Age - Nouns - 6,5
Penguin Cafè Orchestra - Penguin Cafè Orchestra - 7,5
Pentangle - Sweet Child - 6
Pentangle - The Pentangle - 6
Pentangle - Basket Of Light - 6,5
Pentangle - Cruel Sister - 7,5
Pentangle - Reflections - 6,5
Pentangle - Solomon's Seal - 5,5
Pentangle - Open The Door - 6,5
Pentangle - In The Round - 5
Pentangle - So Early In The Spring - 5,5
Pentangle - Think Of Tomorrow - 4,5
Pentangle - One More Road - 5
Pentangle - About Thyme - 6,5
Pentangle - Passe Avant - 5,5
Porcupine Tree - Nil Recurring (EP) - 5,5
Prong - Power Of The Damager - 6,5
Sightnings - Arrived In Gold - 7
Squarepusher - Music Is Rotted One Note - 5,5
Squarepusher - Hard Normal Daddy - 7,5
Ultravox - Rage In Eden - 7
Ultravox - Quartet - 6
Ultravox - Lament - 6
Ultravox - U Vox - 4,5
Valet - Naked Acid - 5,5
Walls Of Jericho - Redemption - 4
Walls Of Jericho - With Devils Amongst Us All - 6
Wedding Present - El Rey - 6,5
Why? - Alopecia - 6,5
Wild Beasts - Limbo Panto - 5,5
Wildbirds & Peacedrums - Heartcore - 6
Wolf Parade - At Mount Zoomer - 7,5






Nemmeno un voto superiore a 7,5 per un mese piuttosto deludente. Ascoltati molti album del 2008, aggiornamento della lista dei migliori dell'album a breve. :-)
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mercoledì, 20 agosto 2008
Vinicio Capossela è nato in Germania ma è da considerarsi uno dei massimi cantautori italiani a cavallo fra i due millenni. Dopo due album basati su atmosfere dimesse e "notturne", su sbronze alcooliche, su nottate sbandate, più vicino a Paolo Conte che a Tom Waits. All'una e Trentacinque Circa (1990) e Modì (1991) segnano una progressiva maturazione di uno stile personale e caratteristico, che si allonatna sempre più dal Jazz/Pop/Blues e che vira verso una musica più eclettica, che comprenda Folk acustico ed elettrico, World Music, pantomime teatrali, stralci surreali. Le prime canzoni significative però si trovano su Camera A Sud (1994) con Amburgo, Che cossè l'amor, Il Mio Amico Ingrato, che già mostrano le stranezze di un personaggio stravagante ma talentuoso. L'affondamento del Cinastic, Tanco Del Murazzo, Body Guard sono alcuni degli episodi migliori di Il Ballo Di San Vito (1996) ma Capossela dimostra soprattutto di voler proporre una musica più dura e cupa, più aggressiva, che assalga l'ascoltatore.

Trovato il modo di catalizzare la sua forza artistica pubblica il suo capolavoro, Canzoni A Manovella (2000). Si tratta di un'opera monumentale, composta da 17 brani che fanno mabassa di tutte le ossessione di Capossela. Impressionante è il tessuto di citazioni letterarie, artistiche, i giochi di parole che pure sono sempre stati alla base della sua musica, il parlottare fantasioso e surreale, la musica mutante che attinge dal Rock, dal Blues, dal Folk, dalle filastrocche, dal Jazz. La Polka Di Warsava si commenta da sola, Decervellamento è uno dei suoi passaggi retrò anni '30, Maraja il capolavoro di tutta la carriera: incalzante sproloquio con echi orientali, chitarre elettriche e filastrocche che imperversano all'improvviso. Malinconica I Pagliacci, ubriaco inno da balera Suona Rosamunda, Contratto Per Karelias un Blues cupo ed alcoolico, Solo Mia l'accorata dedica disperata ed amorosa, caleidoscopica la ritmica che sorregge Corre Il Soldato e degno finale la malinconica Resto Qua. Enciclopedico ma carismatico, Capossela rielabora e costruisce un nuovo ibrido cantautorale che è fra i più originali e meno derivativi della musica italiana.

Ovunque Proteggi (2006) è sostanzialmente un unico sconnesso viaggi nei sogni e negli incubi di Capossela. L'arabeggiante Non Trattare, seguita da Brucia Troia, spaventoso viaggio omerico che lascia senza respiro. Al Colosseo recupera ancora uno stile epico ed altisonante che pervade l'opera ed affiora saltuariamente, Moskavalza fa invece da stravaganza al fianco di brani più canonici del suo repertorio ed a quella S.S. dei naufragati che col suo spettrale prolungarsi conclude degnamente l'opera e nasconde meglio qualche passaggio minore. Opera meno vasta e caleidoscopica, non manca però di coraggio e di inventiva e dimostra talento ed una buona dose di carisma.


Voti:

All'Una e Trentacinque Circa 4,5
Modì 5,5
Camera A Sud 6
Il Ballo di San Vito 6
Canzoni a Manovella 7
Ovunque Proteggi 6,5
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martedì, 19 agosto 2008
I La Bottega Dell'Arte sono un gruppo italiano vissuto alla fine degli anni '70 e titolare di una versione molto melodica ed edulcorata del Prog Rock inglese, fuso con la più banale canzone d'amore della tradizione italiana. Il risultato è pedante, noioso, sovente monotono e preconizzabile. Solo Dentro (1977) contiene alcune intuizioni interessanti, soprattutto riguardo le melodie. La Bottega Dell'Arte (1975) ed i tremendi L'avventura (1979) e Forza 4 (1984) completano il loro mediocrissimo contributo alla musica italiana.

Voti:

La Bottega Dell'Arte 4
Dentro 5
L'Avventura 3
Forza 4 3
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domenica, 17 agosto 2008
Fra le formazione che più hanno influenzato la musica popolare ed il modo in cui il Rock verrà poi conosciuto dalle masse non possono non essere citati i Creedence Clearwater Revival, che con il loro Blues/Rock intenso ed energico, le melodie essenziali e gli accenni Folk inventarono un ibrido che, per molti versi, sarebbe rimasto l'epitome del Blues/Rock americano.

Il loro sound è quello die viaggi coast-to-coast, quello delle autostrade immense, quello dei villaggi del sud e della polvere. Quel suono divenne il modello di decine di gruppi degli anni '70, garantendo negli anni notevoli successi nonostante i CCR non fossero un gruppo "pop", almeno non lo furono programmaticamente ma accidentalmente: inventarono una musica che calzava perfettamente all'americano medio.

L'esordio omonimo del 1968 dimostrò soprattutto che la band aveva le carte in regola per entrare per sempre nella Storia, seppure vi fossero ancora delle ingenuità e qualche rimasuglio dell'easy listening dei '60: Get Down Woman, Walk On The Water e Ninety Nine And A Half, assieme a due cover come Suzie Q e I Put A Smell On You (invero le due canzoni migliori) sono già perle di un canzoniere che diverrà in seguito sterminato.

Bayou Country (1968) è più potente, aggressivo, graffiante, incisivo. I brani sono più articolati ed hanno già il sapore dei loro classici. La sezione ritmica ne esce trionfante ed è quella che guida la nuova vitalità delle canzoni, come nella trascinante Born On The Bayou. Un Blues cupo come Graveyard Train, per oltre otto minuti, anticipa il loro episodio più famoso e fra quelle canzoni che sono entrate per sempre nell'immaginario del Rock: Proud Mary, con un refrain irresistibile, un basso pulsante ed un incalzare ritmico è uno di quei brani che ben rappresentano un intero genere musicale. Alcuni episodi minori e qualche lungaggine interrompono un flusso sonoro ammaliante, ma i CCR sono già una formazione vicina alla piena maturazione.

Così Green River (1969) elimina i brani che superano i cinque minuti e raccoglie nove piccole perle che racchiudono tutto quello che i CCR hanno creato, una summa della loro musica: ritmi incalzanti, chitarre che emergono saltuariamente solo a sottolineare alcuni passaggi, John Fogerty che canta come un consumato bluesman e con l'audacia di ormai conosce come far leva sulle migliori caratteristiche della propria voce. Green River, Tombstone Shadow, la splendinda ballata di Wrote A Song For Everyone (che riesce a non essere troppo prevedibile), Bad Moon Rising, Lodi sono tasselli della loro musica che rimarranno perle nel repertorio.

Willy And The Poorboys (1969) fu un album-concept sulla classe proletaria. Donw On The Corner è un'altro dei loro capolavori, ritornello memorabile, groove indimenticabile. Fortunate Son ed il Blues anni '50 di Side O' The Road, assieme ad alcune cover, copletano la tracklist di un album meno brillante del precendente e del successivo, un anello di congiunzione di pregevole fattura fra i loro due album migliori.

Cosmo's Factory (1970) punta sulla forza esplosiva dei loro Blues più viscerali. I sette minuti iniziali di Ramble Tamble sono un ammaliante viaggio fra cadenza tribali, echi psichedelici, Blues migranti e Rock graffiante. Le incendiarie Travelin' Band, My Baby Left Me, Ooby Dooby, il sapore classico di Looking Out My Backdoor, il senso di mistero e di proibito che si respira in Run Through The Jungle, la coinvolgente Up Around The Bend, la chitarra di Who'll Stop The Rain ed il suo tono struggente costituiscono la parte centrael dell'album, una sequenza di brani equilibrati, che vivono delle sfumature della voce di Fogerty, del pulsare della ritmica, delle chitarre che aumentano la forza della musica in modo quasi dimesso, senza assurgere ad un ruolo di primo piano quasi mai. Il brano più significativo e più celebre rimane forse I Heard It Through The Grapevine, rivisitazione di un classico di Norman Whitfield e Barrett Strong, che diventa un pretesto per dar fondo a tutti i trucchi del loro Blues/Rock e che dai tre minuti scarsi dell'originale si allunga fin oltre gli undici minuti, consegnando un'immagine della band che ben rappresenta la loro abilità nel rimaneggiare con originalità, destrezza, mestiere i canoni del Blues.

Pendulum (1971) segna la fine dell'epoca d'oro. Have You Evere Seen The Rain, Hide Away e It's Just A Thought sono gli episodi che convincono di più, mentre Pagan Baby e Born To Move sono autocompiaciute all'eccesso, i brani come Hey Tonight sembrano brutte versioni dei vecchi classici e Rude Awakening è semplicemente superflua. Come capita molto spesso quest'album fu quello che vendette di più nella loro carriera

Senza il chitarrista Tom Fogerty i CCR pubblicano un mediocre Mardi Gras (1972), album incolore tranne che per Sweet Hitch-hiker che infanga un po' il loro nome prima del definitivo scioglimento.

I CCR sembrano aver venduto oltre 100 milioni di copie complessive. Il numero di raccolte improbabile e non succedutesi dallo scigolimento dimostra la forza, anche commerciale, delle loro idee.


Voti:

Creedence Clearwater Revival 6,5
Bayou Country 7
Green River 7,5
Willy And The Poor Boys 6,5
Cosmo's Factory 7,5
Pendulum 6
Mardi Gras 5
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domenica, 17 agosto 2008
Depravati, volgari, rozzi, sessisti, drogati, donnaioli, alcolizzati. Così si presentano i Motley Crue, un'immagine imponente del music-business, provocatoria fino all'eccesso, per un gruppo che associa ad atteggiamenti estremi di matrice Glam un Heavy Metal geometrico, epidermico, basato su riff trucidi rubati a cento classici del genere, infarcito di mid-tempo possenti e di testi scurrili.

Nel 1981 esordiscono con Too Fast For Love a fissare il loro stile ed una serie di anthem che diverranno poi classici. Dalla partenza pirotecnica di Live Wire, a Public Enemy #1 passando per Merry-Go-Round, Take Me To The Top e Starry Eyes la band da subito fondo alla sua (poca) ispirazione. Shout At The Devil (1983) vede la formazione truccata à la Kiss, satanista e musicalmente più estrema, adesso a cavallo fra pressappochismo Punk ed i decibel dell'Heavy Metal. Looks That Kill, la ballata Too Young To Fall In Love, Shout at the Devil e la stravagante perla di God Bless the Children of the Beast, una gotica ballata acustica, sono i punti cardini di un album che, oltre alle canzoni, si fa ricordare per un sound più incisivo e graffiante. Theatre Of Pain (1984) sembra quasi pentirsi di tanti estremismi e torna al boogie pur in chiave Heavy Metal, proponendo City Boy Blues e Tonight ed ancora la ballata magniloquente e mediocre di Home Sweet Home. Girls, Girls, Girls (1987) continua cocciutamente sulle solite coordinate, ma la title track, Wild Side, Bad Boy Boogie e Sumthin' for Nuthin' sono altri inni alla depravazione ed al divertimento del Rock'n'Roll.

Quando tornano con Motley Crue (1994) dopo ben cinque anni il sound è più moderno e non disdegna chiari riferimenti Industrial: Power to the Music, Misunderstood, Til Death Do Us Part sono sia orecchiabili che, sostanzialmente, poco originali. Con questa variazione di sound la band ha solo rimandato di qualche anno la sua inevitabile morte artistica. Il collasso della band è prossimo e l'uscita di Generation Swine (1997) conferma il lento declino consegnando un'opera autocitazionista, datata, prevedibile. Nonostante qualche spauracchio, i MC riciclano le medesime idee da troppi anni, sono mediocri compositori, che vivono ormai più della lro immagine che della loro musica (tornano alla mente, ad esempio, i Kiss).

New Tatoo (2000) abbandona completamente il tentativo di innovazione e torna con prepotenza all'Heavy Metal dalle tinte Pop e gli atteggiamenti glam che tanto li ha resi famosi. Dragstrip Superstar e First Band On The Moon divertono ed intrattengono, seppure siano brani tremendamente datati come il resto dell'opera. Rispetto a Generation Swine, almeno, il loro delirante inneggiare allo "sballo" è adesso più convincente ed i brani più radiofonici.

Dediti ad ogni eccesso, autocompiaciuti del successo e delle donne che hanno ottenuto, volgari, rozzi, ripetitivi: i Motley Crue, se hanno inventato qualcosa, hanno promosso una nuova immagine di macho metallari con tendenze sataniste ed ossessionati dal sesso. Musicalmente hanno creato un ibrido che variò quanto bastava l'Heavy Metal per venderlo per milioni di copie in tutto il mondo, riprendendo la lezione della celebrità dei Kiss.



Voti:

Too Fast For Love 6,5
Shout At The Devil 7
Theatre Of Pain 6
Girls, Girls, Girls 6
Dr. Feelgood 6
Motley Crue 5
Generation Swine 4,5
New Tatoo 5
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giovedì, 14 agosto 2008
Liberi e distesi,
avvolti nella dolcezza.

Un abbraccio intenso,
tu che mi stringi a te
come un amuleto che protegge
dalle lacrime della vita:
una parola semplice e stupenda,
che mi fa tremare il cuore:
"Grazie".

Spaesato io: di cosa?
Innamorata te: "di tutto".
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martedì, 12 agosto 2008
Retrospettiva sull'Hard Rock ed evidenziazione degli album migliore, dove possibile l'opinione è sorretta anche da una specifica recensione. A parità di voto in ordine alfabetico considerando l'artista.

9/10

Black Sabbath - Black Sabbath


Black Sabbath (1970) è uno dei massimi capolavori della storia del Rock. Storicamente rappresenta uno dei passaggi fondamentali di tutto il filone più oscuro della musica del secolo. Senza quest'album , ed in parte il successivo Paranoid, non ci sarebbe stato tutto quel filone di Doom che riprenderà senza neanche troppo pudore i riff tetri e catacombali di Tony Iommi. Se questa derivazione è evidente, c'è da evidenziare come i Nostri influenzarono con le loro atmosfere molto Heavy Metal, dall'iconografia degli Iron Maiden al Black Metal dei Venom, che riprenderanno da loro alcuni macabri clichè. Oggi sembra quasi ridicolo vedere con aria di capolavoro l'opera, se non integrata nel contesto storico in cui nacque. Nell' Inghilterra benpensante e cristiana dei '60, attaccata ai suoi valori e ad una visione radiosa della vita, già la copertina di quest'album basta a far gridare allo scandalo. Un cielo rosso sangue in un paesaggio di campagna, dominato da una figura spettrale a metà strada fra un normale passante ed uno stregone uscito da un libro di magia nera.Questa prima innovazione, che poi si allarga agli scenari urbani calustrofobici che più volte vengono ripresi all'interno delle canzoni stesse, vanno a braccietto con un suono chitarristico che, pur non allontanandosi troppo dalle distorsioni sovrumane di Hendrix, ripeteva ossesivamente un culto delle tonalità più truci e funeree, ed esasperava negli effetti quell'urlo nero che Iommy renderà un pò il suo marchio di fabbrica. Da questi concetti, retti in fondo da una tecnica non eccezionale, soprattutto visto lo scrano cantato di Ozzy Osbourne, nascerà tutto un filone di cultura nera che segnerà per decenni la storia del Rock.

Le campane a morte che aprono Black Sabbath sono uno dei massimi drammi sulfurei dell'epoca, che prima si snoda in un canto di disperazione e di assalti chitarristici da requiem funebre, poi si slancia in un frenetico Blues-Rock violento ed aggressivo. Questa atmosfera verrà poi replicata all'inifinito da decine di formazioni, anche se poche raggiungeranno tali vette espressive. Il blues sepolcrale di Behind The Wall Of Sleep o quello più canonico di Evil Woman si accompagnano alla furia Hard Rock di N.I.B., dominata da un riff tellurico e da liriche mefistofeliche. L'arpeggio western da città abbandonata di Sleeping Village è un'altro passaggio indimenticabile, con la voce di Ozzy che, così povera tecnicamente, è però piena di una macabra poesia. The Wizard apre con una fisarmonica Blues per poi lanciarsi nel solito baccanale, formula questa che si sublima nei dieci minuti di Warning, retta nella parte centrale dalle multiformi avventure della chitarra di Iommy.

In definitiva quest'opera è Doom ante-litteram oltre che anticipatrice di certo Hard Rock, Heavy Metal e di tutta quell'ideologia di cupezze e orrori che farà infiniti proseliti nei decenni a venire.


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8/10

Black Sabbath - Paranoid

Paranoid (1971) è un altro ottimo album della formazione, seppur inferiore al precedente. I capolavori di turno sono Iron Man, forse il primo brani heavy metal della storia, con il suo riff brutale e rozzo, il suo canto spiritato, i suoi assalti di batteria, le sue vertiginose accelerazioni : imporrà la forma di molto rock duro deglia anni seguenti. Electric Funeral è la messa da requiem di turno, questa volta dedicata all'apocalisse nucleare, che sfuma sul finire come un tamburo a morte. Paranoid, il loror anthem, è invece incapace di graffiare quanto dovrebbe, Fairies Wear Boots è un divertente strumentale, così come Rat Salad. Hand Of Doom cristalizza la chiatarra cupa di Iommy, Planet Caravan è il loror passaggio cosmico ed uno dei migliori esempi di musica degli spazi ampi, con la voce di Ozzy filtrata che trasporta in viaggi interplanetari, accompagnata da un tappeto blues.

Seppur lontano dalla perfezione e con qualche lieve calo di tono, quest'album insieme al precedente sono quello che rendono la band una delle più valide ed importanti del rock "dark", nonchè uno dei chiari punti di partenza dell'heavy metal.

Black Sabbath - Master Of Reality

Master Of Reality (1971) è forse l'ultimo dei capolavori della formazione. Seppure incapace di innovare come il duetto iniziale, questo album è l'apice della loro forma, il più vario ed il più orecchiabile, senza diventare per questo smaccatamente commerciale. La chitarra di Iommi diventa con quest'album il punto di riferimento di moltissimo Stoner, di tanto Heavy Meatl ed in generale uno dei sound più imitati di sempre. Children Of The Grave è di diritto uno dei loro brani migliori, Solitude è il loro lamento più malinconico.

Deep Purple - Made in Japan (2 CD)
Led Zeppelin - I
Who - Tommy


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7,5/10

Black Sabbath - We Sold Our Soul For Rock'n'Roll (raccolta)

Blue Cheer - Vincebus Eruptum

L'esordio Vincebus Eruptum (1968) partiva bel Blues/Rock per costruire riff distorti e selvaggi dove le urla animalesche si univano a passaggi lisergici in un calderone di battiti selvaggi, chitarre urlanti e roboanti muri sonori. Soprattutto Doctor Please si lancia in quasi otto minuti di cavalcata acido-distruttiva, un rituale pagano di sacrifico Rock'n'Roll. Out Of Focus è un'altro baccanale per gli effetti della chitarra che ricorda quello che sarà il sound dei Black Sabbath, seppure non fosse votato ad un funereo e cupo clima da festeggiamenti per streghe e demoni. Parchment Farm e Rock Me Baby sono numeri più canonici mentre la conclusiva Second Time Around contiene truculenze da Heavy Metal.

Blue Cheer - OutsideInside

Oustideinside (1968) rendeva ancora più ruvido il loro sound con il battere ossessivo ed aggressivo di Just A Little Bit, uno dei loro capolavori: a posteriori non sarebe scorreto eticchettare questo brano come un Blues suonato con la foga dell'Heavy Metal, un caos di accelerazioni e di grida, di batteria fulminea e chitarre deformate. Come And Get It, la stralunata cover di Satisfaction, accelerata e rabbiosa, The Hunter, con le sue grida di chitarre ed il conclusivo Blues per scariche di adrenalina e assoli di Babylon impreziosiscono un album che, a ragione, è considerato di notevole importanza per l'evoluzione verso un più stilizzato e maturo Hard Rock da parte di band come Black Sabbath e Led Zeppelin.

Blue Oyster Cult - Agents of Fortune

Dopo il discreto live On Your Feet Or On Your Knees (1975) i BOT pubblicano il loro album migliore, Agents Of Fortune (1976) che di fatto, ponendosi a metà fra il periodo più "heavy" e quello più "soft", ne rappresenta una efficace sintesi. Forte di numeri ancora scatenati come Vampire Tatoo e This Ain't the Summer of Love nonchè di una memorabile hit planetaria come (Don't Fear) The Reaper, che invece gli vedeva cimentarsi con una sorta di ballata dalle tinte fosche guidata da cori spiritati e da una chitarra magistrale, la band raggiunge un successo commercaile impensabile fino a qualche anno prima e si assicura un posto nella storia della musica popolare americana.

Dal punto di vista della critica, invece, l'album è apprezzabile soprattutto per la sua nuova unione di malinconia quasi Folk e grintose reminescenze Hard Rock, aggiungendo così orecchiabilità ad un suono già piuttosto semplice ma contemporanemanete guadagnandone anche un minimo in profondità, essendo adesso alcune canzoni più profumate di echi romantico-decadenti, che di sceneggiate da B-Movie. Seppure con i dobuti limiti e con l'ormai usuale assenza di stravolgimenti, la band apporda così ad un nuovo percorso che virerà con gli anni verso sonorità sempre più smussate ed orecchiabili, fino a scadere in un pop melenso, come a dire chq eusta è stata l'ultima occasione per vedere i BOC in piena forma e non venduti al mercato.

Forse dopo aver assaggiato il successo sono stati incapaci di sottrarvici, e così il declino fu inevitabile: forse però fu proprio questo il proposito di tutta l'operazione iniziata da Pearlman.

Dinosaur Jr - You'Re Living All Over Me

Il successivo You'Re Living All Over Me (1987) rende la fusione di morbidezze da ballata e graffi da Rock violento ancora più stridenti ed espressivi. L'opener Little Fury Things è una delicata e mesta canzone Pop sovrastata di tanto in tanto da strati di rumore provocati dalla chitarra di J Mascis, vero mattatore della formazione. Anche quando l'atmosfera pare rilassata le folate di distorsioni rendono l'atmosfera nevrotica e fosca, tutt'altro che serena ma anzi attraversata da una tensione sotteranea ed una spinta emozionale che sembra quasi soffocante. Epicità e rumori vanno a braccietto anche in Sludgefeast mentre The Lung torna ad un Country supersonico suonato con l'aggressività dell'Hardcore. Sempre l'inquietudine sorregge le melodie di Raisans ed è causa del vuoto in cui affoga Tarpit nel cui finale la chitarra urla come un'anima dannata. Show Me The Way è una ballata ubriaca che sembra continuamente barcollare sotto il suo stesso peso, un lamento che confina con la filastrocca, un punto d'incontro per leggerezza e sofferenza.

Quest'album fissò lo standard del Grunge, suggerendo la stridente coesistenza di ruvidità e morbidezze ad in gruppi che spopolarono di lì a pochi anni. Si tratta di una musica che non ha la componente rivoluzionaria che la renderebbe imprescindibile, ma che conquista per la sua corrotta bellezza e la sua forza comunicativa. Alla lunga, purtroppo, l'intuizione della formazione rischia di ripetersi eccessivamente e diventare stancante e non sempre il caos rumoristico interviene nelle strutture nellla migliore delle maniere. A tratti si ha l'impressione che alcuni passaggi siano quasi stati modificati seguendo l'ispirazione e non siano frutto di un'idea premeditata ma semplicemente dell'estro di qualche componente, e questo, se da una parte aumenta l'impronta emozionale, dall'altra rende effettivamente meno equilibrata e pesata la scelta di alcune soluzioni. I Dinosaur Junior, di fatto, diedero ad una generazione i presupposti per esprimere il loro disagio ma non furono in grado di creare una forma sufficientemente matura ed equilibrata da permette a loro stessi di diventare gli eroi di un'epoca.

Faster Pussycat - Faster Pussycat

Faster Pussycat (1987) contiene il possente Hard Rock pirotecnico di Babylon ed una lunga serie di Blues Rock ruvidi e polverosi come Smash Alley, Don't Change Thath Song, Shooting You Down, City Has No Heart. La loro musica riprendeva dalla lezione di gruppi come i Rolling Stones, integrandola con le spigolosità dell'Hard Rock e senza perdere il gusto per il refrain orecchiabile, la melodia affascinante ed il riff travolgente: i Faster Pussycat aggiornarono il Blues Rock agli anni '80, condendolo giusto con qualche diversivo e confezionando un sound fra i più frizzanti e genuini dell'epoca, risultato di una formazione che deve la sua bravura soprattutto alla forza e la pulizia delle loro canzoni, capaci di coniugare l'anthem ribelle ed aggressivo alla tradizione dei '60.

Guns N' Roses - Appetite For Destruction

Henry Rollins - Hot Animal Machine

Led Zeppelin - IV

Who - Who's The Next

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Se siete degli ascoltatori medi e non ascoltate solo Hard Rock potete benissimo limitarvi al numero di album consigliati finora, che dovrebbero racchiudere l'essenziale del genere soprattutto sotto un punto di vista qualitativo. Se la musica è una vostra grande passione, o siete interessati ad approfondire un genere che vi interessa molto allora anche gli album successivi, valutati 7/10, sono o possono essere interessanti e significativi.

Aerosmith - Toys In The Attic
Black Sabbath - Sabotage
Black Sabbath - Live At Last
Black Sabbath - Heaven And Hell
Blue Oyster Cult - Tyranny And Mutation
Blue Oyster Cult - On Your Feet Or On Your Knees
Danzig - Danzig
Deep Purple - In Rock
Dinosaur Jr - Dinosaur
Dinosaur Jr - Bug
Dio - Master Of The Moon
Faster Pussycat - Wake Me When It's Over
Grand Funk Railroad - On Time
Henry Rollins - The End Of Silence
Iron Butterfly - Heavy
Jane's Addiction - Ritual De Lo Habitual
Kiss - Kiss
Led Zeppelin - Houses Of The Holy
Muse - Showbiz
Ozzy Osbourne - Ultimate Sin
Queen - Sheer Heart Attack
Queen - A Night At The Opera
Skid Row - Slave to the Grind
Twisted Sisters - Stay Hungry
Type O Negative - The Origin Of The Feces
Type O Negative - Bloody Kisses
Type O Negative - The Least Worst Of
Who - My Generation
Zen Guerilla - Trance States in Tongues
Zen Guerilla - Shadows On The Sun



PS: l'idea, ancora molto abbozzata, è la stesura di un piccolo, un minuscolo saggio sull'Hard Rock, dando la mia opinione sul genere e cercando di tracciarne le linee evolutive. Questa lista potrebbe essere l'inizio ed il punto di partenza per una eventuale opera di ampliamento successiva. Sono graditi consigli ed opinioni, nonchè critiche, ovviamente.




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lunedì, 11 agosto 2008
Osserva la distanza che cresce, davvero non vedi?
Non credo tu possa far finta di non vedere quello che succede, sai?
Abbiamo perso il nostro desiderio e la nostra forza?

Vorrei cospargermi di sonno,
dormire fino a quando non finisce l'inverno.
by OrnitorincoNano | commenti | commenti (popup)
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lunedì, 11 agosto 2008
Smettila!

Di guardare fuori e di cercare,
un crimine non commesso è il braccio della morte
del tuo fantasticare stupido ed inutile:
ti hanno inchiodato ed hanno inchiodato il sogno,
sanguina neramente e senza sosta,
c'è solo da rendersi conto che davvero
sia destinato.
by OrnitorincoNano | commenti | commenti (popup)
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giovedì, 07 agosto 2008
Cresciuti a New York, i Kiss unirono l'Heavy Metal alla teatralità degli atteggaiemtni glam, creando una musica semplice, ripetitiva, dalle strutture epidermiche e molto orecchiabili. Disinteressati completamente ad un messaggio politico o impegnato, i Kiss inneggiano al sesso, al divertimento, alle feste adolescenziali, ponendo le basi di un Pop/Metal che diverrà sempre più il loro stile musicale. Il successo di pubblico della band permette di annoverarli fra le band che hanno venduto più di 75 milioni di copie, rendendo i Kiss dei best-seller con pochi rivali nella storia dell'Heavy Metal.


L'esordio omonimo del 1974 rimarrà probabilmente il loro capolavoroe e serve a fissare i connotato di tutta la loro avventura musicale: chitarre dal riffing semplice ed immediato, testi disimpegnati, ritornelli accattivanti, brani adatti ad incendiare le folle e che daranno il massimo della loro forza nelle esibizioni live. Strutter, Nothin To Lose, Cold Gin sono prevedibili Hard Rock radiofonici che anticipano il capolavoro di tutta la carriera, quella Black Diamond che parte acustica, esplode in un accattivante cavalcata guidata dalla chitarra elettrica e si esaurisce in rallentamenti Doom estenuanti.


Nel rispetto di un'abitudine odiosa che infetterà l'intera carriera, i Kiss pubblicano prematuramente un altro album, sempre nel 1974, ovvero Hotter Than Hell: solo la title track è al livello dell'opera precedente.


Dressed to Kill (1975) aggiunge Room Service e soprattutto il loro anthem più potente e coinvolgente Rock And Roll All Nite. Prima di crogiolarsi all'infinito nella loro stessa idea pubblicano Destroyer (1976), che contiene una serie notevole di classici del loro repertorio: l'altro inno possente di Detroit Rock City, le venature Black Sabbath di God Of Thunder, Shout It Out Loud e la dolce Beth.


Hard Luck Woman sorregge Rock'n Roll Over (1976) ma la mancanza di idee ammorba una sequela impressionante di opere successive. Love Gun (1977) si fa ricordare per la title-track, il Pop e persino la Disco affiorano sempre più con Dynasty (1979) e la divertente I Was Made For Lovin' You. Unmasked (1980) riesce a spaccare anche i fan, Music from "The Elder" (1981), vicino persino al Progressive Rock, può essere commentato con una frase dello stesso Gene Simmons, bassista e cantante: « Come album dei Kiss gli do voto zero, come album dei Genesis gli do voto due ». Un concentrato di clichè è Creatures of the Night (1982), che si riavvicina allo stile degli esordi. Exciter ed in parte la title track sono quanto di necessario c'è in Lick It Up (1983), Heaven's on Fire è il brano di spicco di Animalize (1984). Incolore è Asylum (1985), Crazy Nights da Crazy Nights (1987), la ballata Forever su Hot in the Shade (1989) ed ancora Revenge (1992) anticipano un ritorno relativamente significativo di energia e forza creativa su Carnival of Souls: The Final Sessions (1997) e Psycho Circus (1998) che si fa ricordare per la title track, I Pledge Allegiance to the State of Rock & Roll e You Wanted The Best.

Nella migliore tradizione della musica "commerciale" i Kiss hanno dato alle stampe forse due album che valgano l'acquisto ed una ventina di canozni significative sperse poi in u numero spropositato di uscite discografiche.

Nonostante più di una decina dei loro album sia estremamente mediocre, sono diventati una leggenda dell'Heavy Metal da classifica, così come lo diventarono i Queen per l'Hard Rock.




Voti:

Kiss 6,5
Hotter Than Hell 4,5
Dressed To Kill 5,5
Destroyer 6
Rock & Roll Over 4,5
Love Gun 4
Dynasty 4
Unmasked 4
Music For The Elder 4
Creatures Of The Night 4
Lick It Up 4
Animalize 4
Asylum 4
Crazy Nights 4
Hot In The Shade 4
Revenge 4
Carnival of Souls: The Final Sessions 5
Pshyco Circus 5


by OrnitorincoNano | commenti (1) | commenti (1)(popup)
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